Tradizione e Simbolo

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sabato, 23 febbraio 2008

Riflessioni escatologiche

Atto II

 

Non si può comprendere alcun discorso tradizionale senza meditare il mistero della vocazione sacerdotale. Tutti incappiamo nel medesimo scoglio: come esperire concretamente i Misteri del Cristianesimo? I nostri maestri, echeggiando Filone d’Alessandria, affermano:

 

<< tutta la nostra vita è misterioso simbolo >>.

 

Il simbolo vivifica la realtà spirituale in un sinolo indivisibile. Guardando tradizionalmente alla gnosis e,di seguito, all’evangelica epignosis, asseriamo che i principi metafisici vanno trasmessi oralmente da bocca ad orecchio. Ricordiamo che l’Iniziazione non attinge la Conoscenza dalla ragione discorsiva, ma dal deposito sacro della Tradizione Fontale Adamitica, meglio nota negli ambienti pseudo - esoterici (e per questo pericolosamente fraintesa) sotto il nome di Tradizione Primordiale. L’ Iniziazione cristiana (Cattolica ed Ortodossa) non ammette né i personalismi né i sentimentalismi; il sacro magistero sacerdotale è il solo deputato a vivificare la tradizione apostolica fino alla fine del mondo, ovvero fino alla fine del presente ciclo umano – terrestre. Se non si accetta l’autorità spirituale e l’ammaestramento maestro/sacerdote – discepolo, non c’è vita spirituale, né tantomeno alcun ricollegamento diretto con la Tradizione.   

Bando alle ciance, urge sottomettersi!

Sant’Agostino ammoniva: per comprendere le Sacre Scritture occorrono umiltà, studio assiduo e preghiera continua. Vogliamo continuare a perdere tempo con il mondo degli atei devoti, degli pseudo – scienziati in carriera, dei filosofi agnostici e degli ecclesiastici a digiuno di Metafisica? Non c’è più tempo per fare Apologetica: ovunque si accendono focolai di gnosis spuria.

Urge una metanoia:  conversione!

L’uomo si preoccupa di dibattere e controbattere, a misura della libertà interiore acquisita. Perciò il suo colloquiare si configurerà innanzitutto come un dialogo fra se stesso e la propria anima; solo in un secondo momento potrà divenire un dialogo fra un’ anima ed altre anime. La lettura dei testi sacri deve tornare a farsi contemplazione delle divine lettere: non si prendono i testi sacri a spizzichi e bocconi, decontestualizzandoli a vantaggio dell’ egotismo di chi non crede. Vorremmo inoltre ricordare un fatto: durante la sua parentesi terrena, Gesù non solo si è reso protagonista di eccelsi discorsi ma anche e soprattutto di mistici silenzi: entrambi gli aspetti rientrano nel suo divino insegnamento.

Quanti di noi si lasciano ancora ammaestrare ed edificare dal silenzio? Quanti dei nostri filosofi attualmente in voga nelle accademie italiane hanno il coraggio di portare il peso della croce intellettuale fino agli estremi confini della Terra? Cattolici timorosi, poco virili, uomini vecchi che non vogliono indossare le armi di luce del Buon Combattimento, proprie dell’ homo novus, secondo il triplice schema di illuminazione – purificazione - unione. Si limitano ad intraprendere iniziative editoriali che non scontentino nessuno,purché si rilancino all’infinito chiacchiere e sofismi, entro i quali annaspano nebulosi e contorti gli orientamenti che tali opere hanno la pretesa di fornire. Quali orientamenti? Quali Orienti?

Inoltre, a dispetto del rigorismo scientifico dell’Accademia, le lingue sacre della Cristianità sono abilmente ignorate, a favore d’una ben più accomodante e spesso fasulla traduzione letterale del testo biblico, che naturalmente non può parlare con lo stesso spirito (spirito delle lettere) del Latino oppure del Greco. La nostra conclusione è che non c’è più tempo da perdere. Il tempo a nostra disposizione è poco, pochissimo, nonché del tutto irreversibile. L’Umanità non scamperà ai cataclismi grazie alla minor emissione di gas serra nell’atmosfera, fino a quando l’emissione dei pensieri malvagi resterà così alta e densa da offuscare il cielo delle stelle fisse. L’uomo deve riconciliarsi con se stesso e con il Cosmo, evitando a tutti i costi l’estroflessione, ossia l’incapacità ad individuare la missione terrena affidatagli dal Padre (in Lui – Cristo - ci ha scelti prima della creazione del Mondo).

Evagrio Pontico insegna:

 

<< la preghiera è la rinuncia ai propri pensieri >>.

 

Ivi si può facilmente comprendere come le opinioni divergenti, i leziosismi superbi dei sacerdoti del tempio (alias Accademici e Dottori), i “cristianesimi secondo me” non c’entrino proprio nulla con la Vera Religione tanto cara al principe dei filosofi, l’umile e virile Sant’Agostino. È bene iniziare a dire come stanno le cose, a non intenderle diversamente da quelle che sono, senza abbandonarsi ad opposizioni di campo e dispute moraleggianti,filosofiche e teologiche da talk show radio – televisivo. Il Cristianesimo è non solo la religione dei Tempi Ultimi, ma anche e soprattutto una preparazione alla futura Umanità. La Primavera si avvicina: riappropriamoci dei suoi colori, dei suoi profumi, delle campagne, delle spiagge, dei boschi, del cielo terso, dei preludi estivi, delle più lunghe ore di luce. Torniamo ad amare e contemplare la Bellezza del Creato! Prendiamo coscienza del nostro respiro, veicolo e tramite del soffio divino! Torniamo al retto pensare, scevro di tormenti e vacuità. Torniamo umili e timorosi, perché un nulla basta a rigettarci nell’abisso senza l’Amore di chi si prenda cura del nostro essere più profondo. Uniamo la forza dei nostri fuochi per abitare insieme i mistici giardini della Luce.

 

 

 

Petrus

Postato da: fraterPetrus a 11:56 | link | commenti (2)

giovedì, 07 febbraio 2008


Filodoxa  delle università

 

La filosofia è divenuta ostaggio permanente della scrittura, e non quella sacra, bensì quella profana. Ovunque proliferano riviste di settore, studi specializzati, convegni e dibattiti annuali. Ma a quale scopo? A quale scopo studiare giorni mesi anni articoli, interventi, pubblicazioni e saggi critici, per poi sintetizzarne i contenuti e ampliarne indefinitamente le tematiche? C’è chi li chiama contributi alla ricerca. A noi paiono semplicemente nobili espedienti per sopravvivere e per non esporsi a tal punto da ledere gli interessi degli pseudo - principi ecumenici e democratici. Si confonde il rispetto dell’opinione altrui con la “virilitas” propria delle anime risvegliate. Il verbo greco “martirizo” vuol dire innanzitutto “io testimonio”.

Giustamente, un sacerdote della vecchia guardia (tradizionale ed iniziatica) ci ricordava che il cristiano non è solo “colui che testimonia” ma anche “colui che accusa”, poiché adottando uno stile di vita a scapito di un altro testimonia la bontà del primo rifiutando radicalmente il secondo: << un cristiano può accusare anche stando in silenzio,la sua stessa condotta di vita è accusa contro la mentalità di questo mondo >> ( così un agostiniano padre M.). 

Oggi l’università somministra un sapere in formato Bignami: guai ad uscire dal reticolato logico – terminologico delle lezioni accademiche, si potrebbero turbare animi e coscienze, soprattutto (attingiamo all’esperienza!) si potrebbero destare i demoni dell’ anti – Tradizione e della contro – Iniziazione, per cui tutto è scritto e nulla viene più trasmesso (perdita e negazione dell’oralità). Gambizzato l’intellectus e la sua capacità di intuere, perché non fondata sulle fonti scritte storiche, filologiche ed archeologiche si può facilmente enucleare nella mente di inconsapevoli discenti la bevanda d’immortalità, il nettare degli dei : il sapere pre - confezionato, insindacabile ed inossidabile dell’università docente. Poco importa se i corsi sono sempre gli stessi da anni, l’importante è specializzarsi, approfondire costantemente lo stesso tema, in altre parole fossilizzarsi. Torna l’antica domanda: per quale fine?

Gli studenti vengono costretti a elidere forzatamente la loro animicità,oltre ad essere ipocritamente invitati a metter da parte tutto ciò che riguardi il loro slancio vitale verso studi personali, meditazione, preghiera e assimilazione interiore dei superni principi metafisici, bollati in un colpo solo come sorgenti d’una passione individuale che male s’accorda con il rigorismo metodologico “scientifico” dell’ambito universitario, quello di chi fa la ricerca seriamente per intenderci, senza voli pindarici di sorta. Ci risulta che la suddivisione scolastica in scuola 1) elementare, 2) media e 3) liceo classico corrispondesse a tre tappe iniziatiche ben precise, nell’ordine: 1) iniziazione essoterica; 2) iniziazione mesoterica; 3) iniziazione esoterica. Oggi, con il pretesto del laicismo democratico, abbiamo finalmente conquistato la posizione di fanalini di coda dell’istruzione obbligatoria a livello europeo!

Tornando all’università, o meglio,all’esamificio (secondo un neologismo molto diffuso tra gli studenti di oggi), assistiamo allo scollamento ed alla repressione dei sette gradi di attività dell’anima. Chi ha tempo e voglia di scartabellare Sacre Scritture, Padri della Chiesa e testi di Mistica comprenderà a cosa ci stiamo riferendo. La cultura, sganciata dal culto e dalla coltivazione [1] diviene assolutamente profana e perciò priva della personale exousia, cioè del “potere che viene dall’alto”, simbolizzato dal bastone o baculus (della Conoscenza). Il Diabolos inganna imprigionando l’uomo al livello della propria individualità, ovvero lo persuade a non percorrere le tappe del risveglio della coscienza prima, e della divinizzazione dell’essere poi. Tutti concetti caduti in disuso oppure abilmente mistificati da pubblicazioni di gnosis spuria che danno l’illusione di una spiritualità faidate, priva di qualsiasi influsso spirituale [2].

Urge ripartire da una domanda fondamentale: per quale scopo conosciamo? Verso chi e che cosa indirizziamo la Conoscenza? Lasciamo a voi qualsiasi altra considerazione…

 

 

Petrus



[1] Cfr. Attilio Mordini, Verità della cultura, edizioni Il cerchio, Rimini, 1995.

[2] Inutile insorgere, la generazione nell’eone dello Spirito (figliolanza spirituale) è  prerogativa esclusiva della casta sacerdotale. Non si diventa iniziati leggendo un libro, né tantomeno praticando yoga!

 

Postato da: fraterPetrus a 11:40 | link | commenti (2)