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Contro la Volgarizzazione
In riferimento alle dottrine dei Platonici Sant’ Agostino scrive quanto segue:
<< A me pare che queste ed altre dottrine dello stesso tenore siano state conservate e custodite sotto forma di segreti iniziatici tra i suoi successori, per quel che si poteva. Il motivo è duplice: da un lato, simili verità non sono facilmente comprese se non da quanti, purificandosi da ogni vizio, siano elevati a un certo diverso, più che umano modo di vivere; dall’altro lato, si macchia di una colpa non lieve chiunque, sapendo queste verità, abbia voluto insegnarle a individui qualsiasi >> . [1]
Agostino pone al centro del proprio discorso due dati di struggente attualità: la purificazione del nous e la piaga dei cattivi maestri. Ora, il Cristianesimo non è una morale, ma una Epi-gnosis, vale a dire Conoscenza Suprema. La volgarizzazione in atto,causa l’ignoranza dei superni principi metafisici e dei supremi misteri cristici, fa scappare a gambe levate tutti coloro che presentono alla radice del proprio essere il più grande dei misteri: la Vita.
“Ego sum Via Veritas et Vita” (Gv. 14,6)
Cristo è Via, porta dell’ anima, Verità, porta della Conoscenza Suprema, Vita, porta dell’ Eternità. Chi si accosta in spirito di umiltà al segreto delle Divine Lettere potrà constatare che il primo passo sulla via della Croce è la Contemplazione, vale a dire il rinnegamento del proprio Io carnale. A questo punto è necessario risvegliare l’intelletto, purificandolo e vivificandone la visione interiore. Per far ciò urge il Direttorio Ascetico e Mistico, urge cominciare a fare sul serio; Dio chiama gli uomini alla Santità, cioè alla vetta dell’ ultimazione spirituale eucaristica, oltre il gradino dell’ Immortalità. Ed è chiaro che a questo traguardo concorra tutto il Magistero spirituale della Chiesa visibile, in comunione con la Chiesa invisibile e la Gerarchia Celeste.
La Metafisica, come la Tradizione, va vissuta, appresa e patita; è la linfa vitale da cui discende la divina Sapienza, per il cui tramite Cristo regna sull’ Universo. Chi intuisce la straordinaria portata della Rivelazione intuisce la divina missione dei suoi iniziatori, per mezzo dei quali noi siamo introdotti alla scoperta dei venerandissimi oracoli:
<< Si addice pienamente alla natura dei mistici oracoli il nascondersi in enigmi ineffabili e sacri e rendere inaccessibile ai più la sacra e nascosta verità delle intelligenze ultraterrene. Non tutti infatti, come dicono gli oracoli, sono santi, e la conoscenza non è di tutti >>. [2]
Non si ragioni secondo categorie spurie (elite occidentale e affini), ma secondo le dieci categorie aristoteliche, alla luce dei doni naturali, soprannaturali e dello Spirito Santo, conferiti da Dio alle singole anime [3] :
<< Occorre renderci pur conto delle resistenze alla grazia, delle debolezze, dei peccati, a fine di sinceramente detestarli, ripararli e schivarli nell’ avvenire >>. [4]
Il coraggio dei veri cavalieri e della vera milizia di Cristo proviene dal fuoco ardente dello Spirito, non dalle intrepide iniziative di chi, assurgendo al ruolo di difensore della Verità, proclama la crisi del Cattolicesimo e la morte conseguente della potestas regendi papale, lasciando trapelare i propri orientamenti contro – iniziatici, nonché l’ignoranza di quella genuina Tradizione Cattolica che assegna all’ Auctoritas il divino primato sulla Ratio. [5]
Chiaramente, alla fine del presente ciclo cosmico, in prossimità del fatidico giorno dell’ Omega, la battaglia infurierà e sconvolgerà l’intero orbe terracqueo. Noi Xrestoi (Ottimi) abbiamo il compito di prepararci al secondo avvento di N. S. Gesù Cristo, senza entrare in polemica con nessuno, senza perdere tempo in apologetiche diatribe che lasciano il tempo che trovano, bensì conservando intatto il discernimento del bene e del male
ut in omnibus glorificetur Deus
In fede
Petrus
[1] << Haec et alia huius modi mihi videntur inter successores eius, quantum poterant, esse servata et pro mysteriis custodita. Non enim aut facile ista percipiuntur nisi ab eis, qui se ab omnibus vitiis mundantes in aliam quondam plus quam humanam consuetudinem vindicarint, aut non graviter peccat, quisquis ea sciens quoslibet homines docere voluerit >>. Sant’ Agostino, Contra Academicos, III, xvii, 38.
[2] Dionigi Areopagita, La gerarchia celeste, cap. II. Sul tema del carattere esoterico, proprio della più alta conoscenza di Dio, cfr. 1 Cor. 8,7; Mt. 13,11; Lc. 8,10.
[3] Cfr. A. Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica.
[4] A. Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, 459 B.
[5] È questa una vera e propria Contro – iniziazione, poiché l’intento è quello di delegittimare gli iniziatori stessi, sacerdoti di Santa Romana Chiesa. Come si può notare il passo dal Cristo all’ Anticristo è breve e se non si combattono i figli dell’ inganno (pensieri malvagi) nasceranno ben presto i ben più scaltri figli delle Tenebre. Sul primato della Auctoritas prego andare a leggersi tutti i dialoghi del giovane Agostino, principe dei filosofi cristiani.
Tradizione e Rivelazione
Il nostro cammino procede alla ricerca della vera Religione. In tal senso Agostino scrive:
<< Non ci perdiamo nei nostri pensieri: questa è la perfetta religione […] Tale è ai nostri tempi la religione cristiana, e conoscerla e seguirla è mezzo di salvezza sicurissimo e certissimo >>. [1]
Nelle Ritrattazioni il filosofo preciserà :
<< Ciò che dissi: “ Tale è ai nostri tempi la religione cristiana ….”, fu detto secondo il nome, non secondo il concetto che il nome esprime. Infatti questa, che ora si chiama religione cristiana, era anche presso gli antichi,e non mancò dall’inizio del genere umano, fino a quando lo stesso Cristo venne nella carne, e da allora la vera religione,che già esisteva, cominciò a chiamarsi cristiana […] Perciò ho scritto “ Tale è ai nostri tempi la religione cristiana “; non perché non esistesse nei tempi passati, ma perché prese questo nome in seguito >>. [2]
Cosa esiste fin dall’inizio del genere umano? Semplicemente la vera religione che un domani, a seguito dell’ Incarnazione del Verbo, diverrà cristiana, oppure la religione cristiana che diviene manifestamente tale con la nascita di Gesù Cristo? Scrupolo legittimo, ma solo ad un primo impatto. La chiave risiede nella prima affermazione dell’ Ipponate : religione cristiana è detto secondo il nome, non secondo il concetto. Ciò equivale a dire che il concetto di religione cristiana precede l’ Incarnazione ed anzi lo si ritrova presso gli antichi, fin dall’inizio del genere umano.
Conclusione: la vera religione esisteva in Cristo fino a quando lo stesso Cristo venne nella carne. Dunque è il Cristo che ne invera i riti e i simboli fin dall’inizio del genere umano. Pertanto la vera religione, prima ancora di divenire nominalmente cristiana, è fattualmente cristica. Potremmo azzardare quanto segue: la vera religione, con la nascita del Messia, completa la propria cristificazione:
<< Prima che Abramo fosse, Io sono >> (Gv. 8, 58).
Il riferimento alla Rivelazione fontale adamitica (Philosophia perennis) appare netto ed evidente. Tutta la vita di Cristo è mistero di Redenzione e di Ricapitolazione.[3] Non si può amare ciò che non si conosce profondamente e non si può conoscere profondamente se non ciò che si ama. Per mezzo della Teologia misterica l’uomo entra nel solco della propria anima. Egli impara a cacciare i demoni (pensieri malvagi) che sogliono allontanarlo dal perfezionamento spirituale,nonché a scorgere nel turbamento passionale l’azione congiunta dell’ Avversario.
Sovente guardiamo a noi stessi senza l’aiuto di Dio, dimentichi che il nostro esame di coscienza è Grazia redentrice e purificatrice. Eppure siamo costantemente chiamati a superare il dolore per mezzo della Consolazione, mistero profondo di umiliazione, compunzione e mortificazione delle passioni corporee. Nell’ora della prova l’uomo scioglie la superbia dei propri ragionamenti nel fuoco ardente della Passione, spegne l’orgoglio dell’ Io carnale crocifiggendo le potenze della memoria, dell’intelletto e della volontà, contempla il mistero Pasquale nell’abisso silenzioso del cuore, infine partecipa alla Resurrezione del divino Maestro che, risalito dagli Inferi dell’anima appetitiva, restaura l’impero del nous purificato ed avvia il discepolo a fare il suo ingresso nel giardino delle Anime: la Chiesa.
Naturalmente il Cristianesimo vissuto attraverso la pratica delle virtù, dei Sacramenti, degli Esercizi ignaziani e della direzione spirituale non può che condurre alla perfetta religione, per mezzo della quale l’uomo evita di perdersi nei propri pensieri, a vantaggio di una Conoscenza ed una sequela che nulla hanno a che vedere con gruppi e gruppuscoli cattolici, dediti alla meditazione discorsiva ed all’ecumenismo delle grandi occasioni.
Noi, Cattolici dei Tempi Ultimi, dovremmo ripercorrere in interiore tutte le tappe del transito terreno di N.S. Gesù Cristo: la vita nascosta prima, la vita pubblica poi, infine l’ascesa al Cielo nell’attesa impavida della parousia finale.
[1] << Nec evanescamus in cogitationibus nostris; et perfecta religio est […] Ea est nostris temporibus Christiana religio, quam conoscere ac sequi, securissima ac certissima salus est >>. Sant’ Agostino, De vera religione, X, 19.
[2] Retract. , I, XIII, 3.
[3] Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, art. 516-517; San Paolo, lettera agli Efesini I, 10.