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Tradizione e Rivelazione
Il nostro cammino procede alla ricerca della vera Religione. In tal senso Agostino scrive:
<< Non ci perdiamo nei nostri pensieri: questa è la perfetta religione […] Tale è ai nostri tempi la religione cristiana, e conoscerla e seguirla è mezzo di salvezza sicurissimo e certissimo >>. [1]
Nelle Ritrattazioni il filosofo preciserà :
<< Ciò che dissi: “ Tale è ai nostri tempi la religione cristiana ….”, fu detto secondo il nome, non secondo il concetto che il nome esprime. Infatti questa, che ora si chiama religione cristiana, era anche presso gli antichi,e non mancò dall’inizio del genere umano, fino a quando lo stesso Cristo venne nella carne, e da allora la vera religione,che già esisteva, cominciò a chiamarsi cristiana […] Perciò ho scritto “ Tale è ai nostri tempi la religione cristiana “; non perché non esistesse nei tempi passati, ma perché prese questo nome in seguito >>. [2]
Cosa esiste fin dall’inizio del genere umano? Semplicemente la vera religione che un domani, a seguito dell’ Incarnazione del Verbo, diverrà cristiana, oppure la religione cristiana che diviene manifestamente tale con la nascita di Gesù Cristo? Scrupolo legittimo, ma solo ad un primo impatto. La chiave risiede nella prima affermazione dell’ Ipponate : religione cristiana è detto secondo il nome, non secondo il concetto. Ciò equivale a dire che il concetto di religione cristiana precede l’ Incarnazione ed anzi lo si ritrova presso gli antichi, fin dall’inizio del genere umano.
Conclusione: la vera religione esisteva in Cristo fino a quando lo stesso Cristo venne nella carne. Dunque è il Cristo che ne invera i riti e i simboli fin dall’inizio del genere umano. Pertanto la vera religione, prima ancora di divenire nominalmente cristiana, è fattualmente cristica. Potremmo azzardare quanto segue: la vera religione, con la nascita del Messia, completa la propria cristificazione:
<< Prima che Abramo fosse, Io sono >> (Gv. 8, 58).
Il riferimento alla Rivelazione fontale adamitica (Philosophia perennis) appare netto ed evidente. Tutta la vita di Cristo è mistero di Redenzione e di Ricapitolazione.[3] Non si può amare ciò che non si conosce profondamente e non si può conoscere profondamente se non ciò che si ama. Per mezzo della Teologia misterica l’uomo entra nel solco della propria anima. Egli impara a cacciare i demoni (pensieri malvagi) che sogliono allontanarlo dal perfezionamento spirituale,nonché a scorgere nel turbamento passionale l’azione congiunta dell’ Avversario.
Sovente guardiamo a noi stessi senza l’aiuto di Dio, dimentichi che il nostro esame di coscienza è Grazia redentrice e purificatrice. Eppure siamo costantemente chiamati a superare il dolore per mezzo della Consolazione, mistero profondo di umiliazione, compunzione e mortificazione delle passioni corporee. Nell’ora della prova l’uomo scioglie la superbia dei propri ragionamenti nel fuoco ardente della Passione, spegne l’orgoglio dell’ Io carnale crocifiggendo le potenze della memoria, dell’intelletto e della volontà, contempla il mistero Pasquale nell’abisso silenzioso del cuore, infine partecipa alla Resurrezione del divino Maestro che, risalito dagli Inferi dell’anima appetitiva, restaura l’impero del nous purificato ed avvia il discepolo a fare il suo ingresso nel giardino delle Anime: la Chiesa.
Naturalmente il Cristianesimo vissuto attraverso la pratica delle virtù, dei Sacramenti, degli Esercizi ignaziani e della direzione spirituale non può che condurre alla perfetta religione, per mezzo della quale l’uomo evita di perdersi nei propri pensieri, a vantaggio di una Conoscenza ed una sequela che nulla hanno a che vedere con gruppi e gruppuscoli cattolici, dediti alla meditazione discorsiva ed all’ecumenismo delle grandi occasioni.
Noi, Cattolici dei Tempi Ultimi, dovremmo ripercorrere in interiore tutte le tappe del transito terreno di N.S. Gesù Cristo: la vita nascosta prima, la vita pubblica poi, infine l’ascesa al Cielo nell’attesa impavida della parousia finale.
[1] << Nec evanescamus in cogitationibus nostris; et perfecta religio est […] Ea est nostris temporibus Christiana religio, quam conoscere ac sequi, securissima ac certissima salus est >>. Sant’ Agostino, De vera religione, X, 19.
[2] Retract. , I, XIII, 3.
[3] Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, art. 516-517; San Paolo, lettera agli Efesini I, 10.
