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Gerard De Sorval
Iniziazione cavalleresca
ed Iniziazione regale nella Spiritualità cristiana
pp. 55-57
La via iniziatica è essenzialmente un ritorno al cento del tempo e dello spazio. Essa consiste, perciò stesso, nell’identificarsi con il nocciolo nascosto, eterno, dell’universo, con il “luogo” originale in cui è contenuta in germe tutta la storia umana, e dove si congiungono, come al loro principio comune, tutte le rivelazioni divine destinate agli uomini. Questo punto centrale, “situato” nel Paradiso terrestre, cioè fuori dei limiti dell’ordinario mondo visibile, e fuori della portata dello svolgimento cronologico, si identifica con il deposito della conoscenza principiale noto con il nome di Tradizione primordiale; alla quale sono preposti come guardiani due immortali, Enoch ed Elia.
La coppa del Graal, intagliata nello smeraldo caduto dalla fronte dell’arcangelo Luci-Fero al momento della caduta, secondo alcune leggende, fu “recuperato” nel Paradiso da Seth, terzo figlio di Adamo. Ed esso, per mezzo di una trasmissione segreta, tornò a Gesù, suo discendente, il giorno della Cena. Questa coppa del banchetto pasquale fu pure quella in cui, per la mediazione di San Giovanni, “il discepolo che Gesù amava”, fu raccolto il sangue di Dio sul Calvario. Egli lo affidò a Giuseppe d’Arimatea, “discepolo di Gesù in segreto”, che ugualmente raccolse e seppellì il corpo del Crocifisso. Cosa significa questo ricettacolo sacro? È ciò che contiene la più alta conoscenza che possa comunicarsi agli esseri umani: vedere la presenza manifestata di Dio al centro della Sua creazione,
Mentre il sacramento eucaristico perpetua ed attualizza questa Presenza di dio nel cuore del fedele, attraverso il tempo e lo spazio, nelle condizioni di questo mondo e nei limiti della sua esistenza individuale, santificando e conducendolo al suo termine beatifico, la coppa del Graal realizza questa Presenza nel cuore di tutto l’intero universo […] . Ciò che l’ Eucarestia è nel microcosmo, il Graal lo è nel macrocosmo: aggiungendo che l’ “attualizzazione divina” che esso opera non ha luogo solamente in un individuo ma nell’umanità tutta intera. L’ Eucarestia è il frutto di una transustanziazione della materia di questo mondo, destinata a sua volta a “trasmutare” e trasfigurare il comunicante in membro del Corpo di Cristo. Il Santo Vasello, da parte sua, è, per così dire, la sorgente eminente dell’ Eucarestia, poiché è ad un tempo il piatto della Cena sul quale furono proferite le parole dell’ Istituzione, ed il crogiolo che accolse il Prezioso Sangue del Crocifisso, il sangue originale, fluido reale e regale dell’effusione delle energie divine […].
Conseguentemente non possono aver parte al Graal se non coloro che, già nutriti e santificati dall’ Eucarestia, ne siano stati sufficientemente trasformati nel Cristo e trasfigurati nella Sua Luce per essere capaci di percepire il vertice del suo mistero: quello ove non è un atto ripetuto e commemorato ma l’onnipresenza della comuncazione che Dio opera della Sua Presenza e delle Sue energie all’umanità tutta intera tramite l’unico sacrificio accettabile di Suo Figlio. Per questo, bisogna aver “realizzato la plenitudine del Cristo”, come di San Paolo (Ef. 4,13), vale a dire aver raggiunto la statura regale dell’ Uomo Universale. Giacché solo il simile può conoscere il simile [..]
Di conseguenza la finalità ultima dell’ iniziazione cavalleresca e regale è di compiere la cerca della regalità originale di Adamo rimanifestata sovreminentemente nel Cuore di Cristo, Nuovo Adamo, associandosi a questo lignaggio invisibile, determinato dalla purezza del sangue (purificato dal suo fermento di corruzione) e dalla grazia dell’elezione. A colui che vincerà (il “vincitore” è quello designato nell’ Apocalisse), sarà permesso, attraverso tale catena spirituale, di entrare nei misteri del Regno di Dio in questo mondo, per partecipazione alla regalità messianica dell’ Unto, dell’ Altissimo, dell’ Emmanuel. Perciò occorre non solamente esser “chiamati”, ma anche “eletti”, appartenere cioè al lignaggio scelto di Davide e di Giuseppe d’Arimatea, i quali sono le due chiavi di questa segreta filiazione: Davide, il re sacro dell’ Antica Alleanza, eletto da Dio stesso alla testa di Israele, padre di Salomone, il costruttore del Tempio, ed antenato carnale del Salvatore, il Vero Tempio, e Giuseppe, il discepolo segreto, che raccoglie e mette al sicuro il Corpo e il Sangue del Re dei Giudei. Si tratta non solo di un lignaggio che implica l’equivalente di una catena dinastica di re successivi chiamati a ricoprire la medesima funzione nel corso dei secoli, ma anche di una filiazione spirituale iniziatica con la quale si trasmettono i “segreti del Polo”.
NdC: impossibile riportare per esteso il seguito del discorso, data la sua lunghezza. Consigliamo la lettura di questo prezioso volume.
Petrus
