utente anonimo in Le riflessioni nottu...
utente anonimo in Avviso ai navigantiN...
ANGELOANONIMO in Le riflessioni nottu...
ANGELOANONIMO in P. Danilo Sco...
ANGELOANONIMO in Gerard De Sorval&nbs...
ANGELOANONIMO in L’anticristo s...
ANGELOANONIMO in Silvano Panunzio&nbs...
articoli sulla Tradizione
biblioteche italiane
blog metapolitico
filosofia
gianfranco bertagni
il primo free e-press italiano
la mia città
la mia sorgente tradizionale
la mia terra
le mie canzoni
musica e dintorni
orizzonti dello spirito
Petrus songs
tradizione romana
un monaco metropolitano
un teologo ispirato
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
visitato *loading* volte
L’anticristo secondo Silvano Panunzio
a cura di P.Danilo Scomparin
[…] Dunque questo Anticristo, questo personaggio enigmatico – non già misterioso, ché sarebbe troppo, ma enigmatico sì – questo personaggio che prima si aggirava per l’Orbe, adesso lo troviamo indisturbato fin nel cuore dell’Urbe. Che cos’è l’Orbe e che cos’è l’Urbe? L’Orbe è il circolo, il circolo universale, e l’Urbe è il centro di questo circolo. Oggi l’Anticristo ha dunque preso centro ([1]).
[…] Nel libro in esame ([2]) , si parla anche di questo evento escatologico, ultimo; si parla di un incontro e di uno scontro simbolico finale fra Cristo e Anticristo. E ciò deve avvenire proprio a Roma e si spiega perché deve avvenire sul Campidoglio. Ma – escatologia a parte – io vorrei localizzare di più questo personaggio enigmatico, l’Anticristo: vorrei possibilmente scoprire il suo vero indirizzo, addirittura il suo recapito civico, il suo numero telefonico personale. Ciò è possibile? Senz’altro. Ed ecco la risposta. L’Anticristo si trova dentro di noi. Sì, dentro di noi. Dovrebbe dentro di noi, trovarsi il Cristo; ma vi si trova, simultaneamente, l’Anticristo.
Parafrasiamo un detto del Precursore, di Giovanni il Battista. Dopo aver fatto il pubblico riconoscimento del Cristo, del Signore Gesù, Giovanni Battista prorompe in queste parole: “Egli deve crescere, io debbo diminuire”. Cioè, Egli, il Dio, deve crescere dentro di me; io, l’uomo, debbo diminuire in me.
Noi, oggi, abbiamo completamente rovesciato il programma, facciamo esattamente il contrario: cioè facciamo crescere l’Anticristo dentro di noi e facciamo diminuire il Cristo. Cioè accresciamo le tenebre e assottigliamo la verità, la luce.
È un duello interiore, un duello gigantesco, che non può essere interpretato semplicemente come l’appendice di un duello più grande, che si svolge fuori di noi: è vero esattamente il contrario. Noi siamo abituati, siamo deformati, quasi viziati a considerare gli avvenimenti storici e gli accadimenti cosmici come se fossero realmente esterni, indipendenti da noi: e invece gli avvenimenti storici e persino gli accadimenti cosmici non sono che una proiezione del nostro spirito interiore, un preciso riflesso delle profondità abissali del nostro interno. Onde, questo duello fra Cristo e Anticristo, che si svolge dentro di noi, si specchierà nel di fuori e disegnerà le linee di un quadro più grande, storico-cosmico, nella esatta misura in cui avremo fatto avanzare, crescere la luce, o avremo fatto crescere le tenebre dentro di noi.
Questa che ho fatto è una premessa indispensabile per spiegare il tempo in cui mi sono mosso. Come e quando e dove si potrà vincere questo duello interno ed esterno, spirituale e storico, fra Cristo e Anticristo, in che modo si possono predisporre le basi per consentire la vittoria della Verità interna e della Luce anche esterna sulla terra? Per questo traguardo si dispone di un’arma sola: la fede.
Ma, domandiamoci, quale fede? Ce ne sono tante e poi tanti tipi. È sufficiente una fede corticale, epidermica, o magari una fede viscerale? Non è sufficiente. Non lo è perché il suo slancio volontaristico è destinato ad esaurirsi, come abbiamo visto negli ultimi secoli e vediamo sempre più oggi. Cristo è la stessa fede vivente. Ci ha insegnato tutto, ci ha rassicurato su tutto. Ma questa fede vivente ha avuto sulla terra un dubbio solo, ha avuto anch’essa un momento di dubbio. Sembra incredibile, ma è così. E le parole sono le seguenti: “Quando il Figlio dell’Uomo sarà ritornato sulla terra, troverà ancora la fede sopra la terra?”. Questo è l’unico dubbio che il Cristo ha avuto. La fede vivente, la fede divina, ha dubitato della fede umana. E allora non basta una semplice fede, epidermica, viscerale o volontaria che sia: occorre una fede intellettuale, cioè una fede corroborata dalla conoscenza, radicata nella conoscenza. Solo questa può sopravvivere, solo questa può vincere e far vincere.
[1] S. Panunzio, Colloqui ultimi, in “Metapolitica”, anno XVII, n.s., nn.3-4, Roma, luglio-dicembre 1999, p.40.
[2] S.PANUNZIO, Metapolitica, Voll. 2, edizioni Il Babbuino, Roma, 1977.
